ERI ERI A MULIN

Classe seconda A. S. 2010/11

Progetto: biodiversità (in rete con la comunità montana)

 

Titolo dell’esperienza: Orto, magredo, biosfera: ‘dall’uso’ spontaneo o per imitazione all’azione consapevole, 

 

Partiamo dalla domanda di un bambino, emersa in seguito ai laboratori delle farine

La terra è ‘farina di sasso’?

 

 

Stato delle esperienze ad inizio progetto

La fase iniziale è avvenuta lo scorso anno grazie alle attività di didattica situata che la scuola conduce con e per l’ecomuseo Lis Aganis.

 

Orto: l’orto è in parte lavorato, in parte semplicemente ripulito dalle erbacce seccatesi durante l’autunno e dai resti delle coltivazioni dello scorso anno. Tutto ciò che può ‘diventare letame’ è stato ammucchiato, su richiesta degli stessi bambini in un angolo del cortile dove presumibilmente, assieme alle altre classi verrà realizzata la buca del compost. Loro stessi hanno fatto richiesta già lo scorso anno all’amministrazione comunale per avere il permesso di costruirla.

 

Per imitazione di quanto genitori e nonni fanno a casa, in ottobre sono stati seminati frumento e piselli ed interrato l’aglio.

 

Ad inizio anno scolastico erano stati raccolti il mais (collegare esperienze di didattica situata) e la saggina entrambi conservati perché utili alle esperienze di realizzazione di farine. Con la saggina realizzeremo gli scopini necessari a far scendere la farina dalla macina manuale presente nel ‘Mulin da la Miuta’, l’antico mulino presente in paese e sede ecomuseale.

 

Laboratorio delle farine: lo scorso anno i bambini hanno provato a rendere in particelle sempre più piccole, definite tutte farine (‘Ma qual è la vera farina?’è stata la richiesta di un bambino durante l’esperienza) qualsiasi materiale, provando e scegliendo gli strumenti e le azioni più economiche/efficaci. Al termine dell’esperienza, notando i residui calcarei lasciati dall’evaporazione dell’acqua in un piattino di vetro ‘dimenticato’ in classe, hanno scoperto che l’acqua è molto più brava di loro: riesce a macinare la carta (cosa che non riusciva neppure al macinino elettrico) e perfino i sassi, riducendoli in polvere molto più sottile delle farine da loro realizzate.

Non è stato difficile capire come potesse accadere ciò, dal momento che vivono tra il Cellina, il Meduna e il Colvera.

Ma se sabbia, ghiaia, ciottoli sono farina di sasso, anche la terra lo è? È stata la domanda con cui è terminato l’anno scolastico.

 

Anche le foglie sono state macinate: hanno permesso di capire che la farina riesce solo se non c’è presenza di umidità-acqua nei materiali da macinare; occorre lasciarli seccare.

Ma soprattutto hanno stimolato la curiosità nei confronti di quali agenti in natura ne producano naturalmente lo sbriciolamento, lombrichi compresi.

 

Tale laboratorio è stato ritenuto molto interessante dai bambini: ora stanno provando a trasferirlo ai loro compagni di prima producendo al computer schede guida alle azioni.

 

Magredi: la curiosità nei confronti di tale ambiente è stata avviata già lo scorso anno, inizialmente proprio dal laboratorio delle farine: dove trovare, se non lì un vasto campionario di farine di sasso!

Durante la prima uscita sul greto del Cellina, hanno potuto immergersi nella sua vastità, sentire sulla loro pelle la compattezza del sasso, ascoltare il silenzio compatto a pochi metri dal ponte e notare la presenza di tanti elementi, nonostante la stagione invernale, interessanti da toccare, osservare, manipolare, denominare.

La seconda uscita invece, durante la primavera, è stata stimolata dalla lettura del libro di Mauro Caldana ‘I magredi narrati ai bambini’.  Con al seguito anche i familiari, ci siamo addentrati nel magredo, fino a raggiungere gli ambienti adatti a far rivivere i piccoli personaggi fantastici della narrazione e a riconoscere quelli invece reali, presenti, veri, ma non per questo meno interessanti, presenti nei diversi habitat.

La lettura sta proseguendo anche quest’anno alimentata dalla curiosità verso le nuove forme di vita che via via si scoprono, curiosità che la lettura stessa alimenta. Ma per ora è un’esperienza a sé stante, che procede indipendentemente dalle altre due.

 

I passi che faremo, sulla base dei bisogni finora emersi in classe:

 

Orto:

  • riflettiamo sulle necessità che ci conducono a lavorare l’orto
  • sulla base dei bisogni, costruiamo un calendario con indicazioni per la preparazione, il mantenimento, il miglioramento dell’orto
  • come si fa a sapere quando è ‘il momento giusto’ per compiere le azioni necessarie? Dall’esperienza per prove ed errori, alla saggezza popolare, alla ricerca di informazioni su calendari appropriati, al ricorso di esperti.

 

          Laboratorio delle farine - Magredi (ovvero interazioni acqua/farine)

  • consolidamento e approfondimento delle abilità e della conoscenze acquisite su farine e macinazione, attraverso la trasmissione delle stesse a bambini più piccoli (completamento delle schede per i laboratori, esperienze di didattica situata, ovvero di accompagnamento di altri bambini al mulino e all’uso delle macine)
  • la levigatura dei sassi ad opera delle piene; sassi diversi, sabbie diverse
  • il trasporto di sabbie e limo per opera delle piene: i miscugli
  • il trasporto dei sali minerali: le soluzioni

 

 

Magredi

  • continuiamo ad osservare i magredi guidati dal piccolissimo personaggio del libro di M. Caldana
  • raccogliamo le informazioni su di essi che le esperienze degli e con gli adulti ci forniscono
  • osserviamoli, ‘sentiamoli’ in momenti diversi dell’anno
  • dalle singole osservazioni, alle prime rappresentazioni mentali dell’ambiente dal punto di vista geografico e scientifico

 

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